Chi siamo

Il Gruppo Volontari Codroipesi è un’associazione costituita da una sessantina di soci volontari e persone con disabilità, formatasi a Codroipo nel 1981 con lo scopo di valorizzare la persona in quanto detentrice di dignità indipendentemente dalle sue condizioni fisiche, sociali o economiche e favorire un processo di cambiamento di mentalità nei confronti della disabilità e dell’emarginazione in genere. Con le nostre attività intendiamo offrire opportunità di inclusione sociale, protagonismo e partecipazione in un clima di condivisione e solidarietà. Collaboriamo fin dalla sua nascita con l’Associazione IL MOSAICO a sostegno delle attività del Centro Occupazionale Diurno.

LE ORIGINI

 

Come per molte scelte della vita, anche la nascita del Gruppo Volontari Codroipesi è avvenuta per un fatto casuale e per niente cercato o programmato.

Tutto è partito nel 1978 da un proposta fatta dal responsabile del soggiorno marino “Dinsi une Man” – che in friulano significa “Diamoci una mano” – di Lignano Sabbiadoro a quattro ragazzi poco più che adolescenti: “ Perché non fate un’esperienza di servizio alla persona disabile durante le vacanze?»

Con l’entusiasmo, ma anche con l’incoscienza, tipicamente giovanili aderimmo immediatamente e partecipammo al soggiorno rimanendo completamente stregati da quel modo di vivere comunitario, alla pari, dove la differenza tra persone diversamente abili e normodotati era così sfumata da quasi scomparire.

Continuammo a frequentare la Comunità Piergiorgio – una comunità di accoglienza per persone diversamente abili aderente al movimento di Capodarco –  a Udine  per diverso tempo.

Man mano che passava il tempo capimmo però che il nostro impegno con le persone diversamente abili della comunità era troppo sporadico, che serviva più a noi per sentirci buoni e bravi che a loro, che se aprivamo gli occhi e ci guardavamo attorno, le persone diversamente abili vivevano anche a Codroipo, proprio sulla porta di casa nostra.

Forti di queste riflessioni, pur continuando l’amicizia e la collaborazione con la Comunità Piergiorgio cominciammo ad impegnarci a Codroipo.

Iniziammo a frequentare la casa di riposo animando alcune domeniche ed aiutando alcune persone in difficoltà soprattutto nel momento del pasto.

Nel frattempo cominciò la frequentazione di alcune persone diversamente abili che vivevano in famiglia e la collaborazione con l’allora CAMPP (Consorzio per l’assistenza media psico- pedagogica).

Il calore con cui siamo stati accolti e la fiducia sempre prontamente dimostrataci sono stati di sprone e di incoraggiamento. Soprattutto l’armonia e l’accordo con le famiglie sono sempre state condizioni indispensabili nel nostro operare.

All’inizio del 1981 si formò il primo nucleo del Gruppo Volontari Codroipesi, un gruppetto di una decina di volontari, variamente motivati uniti però da un unico ideale: quello della solidarietà.

Segui un periodo molto intenso alimentato da incontri settimanali tra noi, attività domenicali con le persone diversamente abili, serate di formazione e caratterizzato da una varietà d’attività ed interessi: trattavamo di handicap, di pace, d’obiezione al servizio militare e fiscale, di fede, di grandi ideali.

Ben presto ci accorgemmo però della difficoltà di seguire tanti argomenti e decidemmo di interessarci in maniera specifica di handicap.

Il numero di volontari ed anche quello delle persone seguite aumentava, come pure le attività.

L’incontro con altre realtà di volontariato, l’eco dei primi convegni nazionali, la legge regionale sul volontariato ci spinsero a riflettere sulla necessità di strutturarci, di passare da un gruppo spontaneo ad un’entità associativa, da un volontariato individuale ad un volontariato organizzato.

Ci costituimmo legalmente in associazione nel 1984.

 

 

I VALORI

 

 

Il Gruppo Volontari Codroipesi è un’associazione apolitica e aconfessionale, arricchita da esperienze e motivazioni personali diverse, sia cristiane che umanitarie, unite però nella comune fede nell’uomo e nella finalità di valorizzare la persona in quanto detentrice di una dignità umana indipendentemente dalla sua condizione fisica, sociale o economica.

Alla radice del volontariato ed anche della nostra esperienza c’è la cultura e l’educazione alla solidarietà: non basta, infatti, fare il proprio dovere di cittadino integrandolo di tanto in tanto con qualche gesto altruistico: occorre, al contrario, saper prestare costante attenzione ai bisogni altrui, sia individualmente che come comunità.

La nostra storia c’insegna che lo stile di vita solidale non si raggiunge automaticamente, ma necessita di un percorso spesso difficile, che si scontra soprattutto con la cultura dell’indifferenza, dell’individualismo.

Se acquisiamo la consapevolezza che la cura dei bisogni dei nostri simili non può essere compito esclusivo dello Stato ma è affidata singolarmente a ciascuno di noi, è segno che abbiamo intrapreso quel percorso che ci ha portato prima a conquistare la cultura della solidarietà, poi a scegliere un’agire, che, di quella cultura sia lo sbocco naturale ed indispensabile.

Ci sono molte definizioni di volontariato e svariate forme di attuarlo, ciò che cerchiamo di vivere nel nostro gruppo è l’impegno nel servizio all’uomo reso secondo i valori dell’accoglienza, della gratuità, della continuità e della condivisione.

“Accogliere” significa accettare la persona nella sua totalità, con le sue qualità e le sue capacità, ma soprattutto con i suoi difetti e i suoi limiti, garantendo la personale dignità . Siamo convinti che l’accettarsi l’un l’altro ci fa crescere ed aiuta ognuno a diventare protagonista della propria storia.

Per accogliere la persona bisogna saperla ascoltare, predisporsi verso di lei in modo vero, quello cioè che ti aiuta a scoprire la sofferenza ed il disagio di chi ti sta accanto.

“Condividere” vuol dire farsi carico dell’altro. Le persone diversamente abili sono persone fragili, indifese, incapaci di gestirsi e progettarsi da sole: hanno bisogno di una mano. Chi condivide si pone in termini di parità. Vive con l’altro. Cerca di vivere con gioia il rapporto ed offre all’altro le stesse opportunità.

La “gratuità” è il fulcro della solidarietà, è il dono più grande che noi possiamo fare all’altro, il dono di noi stessi, del nostro tempo, delle nostre capacità, senza pretendere niente in cambio, gratis. Un valore ed una testimonianza forte e profetica in una società in cui tutto è monetizzato, tutto si fa per tornaconto.

La “continuità”  è un altro degli elementi che caratterizzano i nostri rapporti interpersonali e le nostre attività. E’ facile farsi abbagliare dall’entusiasmo iniziale, fare grandi promesse e propositi. Poi ci si stanca e le persone diversamente abili rimangono sole con le loro aspettative e delusioni

 

 

 

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